Inghiottita dal mare con tutta la ciurma 300 anni fa, è la tomba del pirata Black Sam e dei veri pirati dei Caraibi.

Whydah Gally è una nave inglese, costruita a Londra nel 1715 per il trasporto di merci e schiavi nella tratta atlantica.

La nave Whydah Gally ricostruita parzialmente ad una mostra a San Diego.

Un giorno di fine Febbraio del 1717 la nave aveva appena scaricato nel suolo americano il carico di schiavi. Carica di oggetti e merci preziose navigava fiera e maestosa in direzione della Giamaica. Proprio in questo tratto avvenne l’incontro con il pirata che cambiò il suo destino.

Il ritratto del vero Samuel Bellamy sulla sinistra ed il pirata Bellamy del manga “One Piece” sulla destra. Nel manga giapponese il personaggio è biondo e malvagio. Il Bellamy realmente vissuto è ricordato invece come un uomo d’animo buono e con una folta capigliatura nera.
Black Sam Bellamy

Samuel Bellamy chiamato “Black Sam” era un giovane pirata, astuto e di successo. Iniziò la sua breve avventura bucaniera entrando in possesso della sua prima nave grazie ad un colpo di fortuna. Trovò la Mary Anne abbandonata dal suo capitano Benjamin Hornigold, un pirata che aveva appena deciso di chiedere perdono al governatore delle Bahamas e così di cambiare vita. fortunatamente per Hornigold, il governatore era un suo ammiratore. Evitò così il trattamento che era solitamente riservato ai pirati. Il patibolo.

Black Sam conquistò la fama rapidamente, grazie a numerosi abbordaggi andati a segno nel giro di poco tempo. Arrivò a possedere una flotta di oltre 50 navi, ma la conquista più importante lo attendeva all’orizzonte.

La conquista del Whydah Gally

A bordo del Sultana, la sua ammiraglia, Bellamy intercettò la nave inglese Whydah Gally ed iniziò un inseguimento durato tre giorni. Non era un pirata feroce ma uno stratega colto e magnanimo. Per sfinimento il capitano della Whydah si arrese al pirata dopo un solo colpo di cannone. Bellamy evitava infatti i conflitti a fuoco per non danneggiare le navi, che poi avrebbe rubato.

Il Whydah, una nave di 300 tonnellate carica di denaro e valori, sembrava troppo anche per un pirata. Ciò spinse Black Sam verso un gesto incredibilmente magnanimo. Trattenne i membri dell’equipaggio che decisero di seguirlo e lasciò liberi gli altri. Ma non solo, regalò anche la sua ammiraglia (il Sultana) al capitano sconfitto della Whydah e si dice che diede ad esso anche una somma di denaro. Insomma, sembra proprio che Bellamy volesse prenotare un posto in paradiso per la sua anima, quasi percependo i passi del destino che si avvicinava.

La tragedia

Tante erano le ricchezze accumulate, che Bellamy stava valutando di abbandonare la carriera di pirata e di concedersi una vita lussuosa sulla terra ferma. Una notte di Aprile, due mesi più tardi, Bellamy ed il suoi uomini navigavano a bordo della nuova ammiraglia al largo delle coste di Cape Cod (Massachusetts). Il vento si alzò in fretta, una violenta tempesta colse la Whydah impreparata, La violenza delle onde fu tale da spezzare lo scafo, mentre la forza di gravità fece il resto. Questa fu la fine di Black Sam Bellamy che morì insieme ai suoi compagni in quella notte maledetta. Fu anche la fine della Whydah Gally e dei tesori che custodiva.

Fino a noi

Quasi trecento anni dopo, un giovane avventuriero con la passione per i pirati, armato di bombole e mascherina, trovò quello che da tempo cercava. In un fondale non troppo profondo, sepolti sotto qualche metro di sedimenti, giacevano i resti della nave perduta e tutti i suoi tesori. Barry Clifford, il fortunato sub, era da tempo sulle tracce del relitto. In pochi mesi recuperò tutto ciò che il tempo non aveva cancellato. 200.000 reperti tra cui, decine di migliaia di monete, 20 cannoni e alcuni oggetti dell’equipaggio.

Barry Clifford con il suo tesoro. La campana della nave riporta l’incisione The Whydah Gally. Proprio grazie ad essa la nave è stata identificata con certezza.
Il museo da visitare

Nel 1988 la corte suprema del Massachusetts ha stabilito che tutti i reperti appartengono di diritto al suo scopritore, Barry Clifford. Anche lui, come il pirata sfortunato, sembra essere un uomo generoso. grazie al Whydah Pirate Museum situato nel West Yarmouth, Clifford condivide con il mondo la sua grande e preziosa scoperta. La mostra permanente chiamata Real Pirates consente a grandi e piccoli di entrare nella ricostruzione in scala 1:1 della famosa nave Whydah. Un percorso emozionante per vedere ad occhi nudi i tesori ritrovati e respirare l’atmosfera degli autentici pirati dei Caraibi.