Walt Disney e Salvador Dali – il loro incredibile “Destino”

Era il 1945 quando questi due grandi geni del 900 si unirono per dare vita ad un opera d’arte unica nel suo genere. Quanti di noi saprebbero immaginare un film Disney uscire dalle atmosfere surreali e metafisiche di un quadro di Dali?

Tutto nacque da un segno di stima: Disney chiese al padre del surrealismo un’autografo sulla sua biografia, gesto che servì a rompere il ghiaccio. Nacque così un’amicizia vera tra due uomini tanto diversi quanto uniti dall’attrazione per il fantastico.

Un’opera che sigillasse la loro unione creativa era a questo punto inevitabile. Nacque così il progetto per un capolavoro d’animazione, che Dali decise di basare sulla ballata spagnola “Destino” da cui prese appunto il nome l’intera opera. Per procedere con la lavorazione, Disney mise a disposizione di Dali uno dei suoi migliori animatori: John Hench.

Dali ed Hench produssero oltre 200 varianti della storyboard senza però trovare l’approvazione di Disney. Le differenze tra le due menti non parvero tanto nette ed insanabili fino al 1946, quando un’intervista mise nero su bianco i due punti di vista. Per Salvador Dali il cortometraggio d’animazione riguardava “una magica esposizione della vita nel labirinto del tempo”, mentre per Disney doveva essere una semplice storia d’amore “lui incontra lei”.

Potrebbe sembrare ovvio propendere per la visione più complessa e più matura di Dali, ma non dimentichiamo che Walt Disney con le sue intuizioni e le sue scelte aveva creato un’impero e poi, lo stesso Dali ammirava l’animo infantile di Walt Disney fin da quando vide le famose Silly Symphonies.

Arrivati a questo punto, in totale discordanza con l’artista spagnolo e con una spesa già oltre i 70.000 Dollari, Disney decise di interrompere lo sviluppo del cortometraggio.

L’amicizia, quella invece continuò e i due protagonisti continuarono a frequentarsi e a sognare altre collaborazioni. In particolare, i due desideravano realizzare un film su Don Chisciotte, ma il tempo non fu loro favorevole. Di quell’ambizioso progetto non è rimasto altro che un bozzetto disegnato da Dali all’interno di una copia del Macbeth di Shakespeare.

Passò del tempo, tanto tempo, quasi 60 anni. Walt Disney ci lasciò orfani nel 1966 mentre Salvador Dali scomparve nel 1989. Fino alla fine degli anni 90 i bozzetti di “Destino” rimasero dimenticati negli archivi della Walt Disney Company.

Fu il nipote di Walt, Roy Disney, a trovare quel lavoro dimenticato tra gli scaffali, proprio mentre seguiva i lavori per la realizzazione di “Fantasia 2000“. Un caso di amore a prima vista, che spinse Roy a concludere l’opera incompiuta.

Il lavoro venne affidato agli studios di Parigi, con ben 25 animatori impegnati a decifrare i bozzetti lasciati da Salvador Dali e i suoi appunti. Il risultato fu un’opera d’arte, sospesa a mezz’aria tra un quadro surrealista ed una storia d’amore animata.

Chissà a chi tra Walt Disney e Salvador Dali sarebbe piaciuta di più. Non ci resta che guardarlo e riguardarlo, da prospettive diverse e ad orari diversi, come chi d’innanzi ad un bel dipinto, cerca il significato più profondo e universale dell’opera.

Video integrale: Destino – Walt Disney 2003

Scrivi un commento...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: