Jaws, Universal Orlando, il disastro prima del successo

THE JAWS RIDE, ha intrattenuto per oltre 20 anni i visitatori degli Universal Studios Florida, prima di lasciare il posto a Diagon Alley.

La prima versione di questa grande attrazione fu un incredibile e costoso fallimento, tanto da costringere il parco a chiuderla dopo pochi mesi dall’apertura per progettare tutto da capo. Il danno stimato  fu di circa 70 milioni di dollari.

Adam Bezark, il direttore dello show racconta: ” La programmazione degli effetti era il procedimento più tedioso. Non era possibile riportare indietro la barca, quindi per ogni modifica apportata dovevamo rifare l’intero giro di sei minuti per vedere i risultati. Questa condizione ci ha costretto ad eseguire centinai di cicli, durante le notti, per non interferire con il lavoro diurno degli altri tecnici “. Purtroppo furono sforzi inutili visto l’epilogo.

L’attrazione era soggetta a numerosi blocchi, le attività di manutenzione una routine quasi quotidiana. I vari effetti speciali si bloccavano troppo frequentemente, “Immaginate un’esplosione laggiù” disse uno skipper ai visitatori, tra imbarazzo e risate.

Tuttavia questa prima versione prevedeva una scena molto emozionante e coinvolgente, la scena del morso all’imbarcazione, estremamente complicata dal punto di vista tecnico. Il grande squalo meccanico correva incontro alla barca e mordeva il finto gommone per alcuni secondi prima di scomparire sott’acqua. Accadeva con frequenza che lo squalo rimanesse fermo sul fondo della vasca o al contrario, che non riuscisse più a sommergersi alla fine della sequenza. A volte, alcuni  denti di squalo applicati al grande robot si staccavano e rimanevano incastrati nello scafo, molto realistico per i visitatori ma preoccupante per la manutenzione.

La sequenza del morso

Un’altro effetto suscettibile ai guasti era l’esplosione dello squalo, una macchina “meat machine” che nell’ultima scena sparava in aria, acqua colorata di rosso e finte frattaglie del grande predatore. Il meccanismo recuperava poi il materiale, aspirandolo sott’acqua e lo riposizionava per una nuova esplosione. La storyline era appunto ispirata al primo film della serie, nel quale lo squalo veniva sconfitto facendo esplodere la bombola che aveva inghiottito.

Uno schema della meat machine.

Ride & Show Engineering è l’azienda alla quale fu affidato il progetto, non solo di JAWS ma anche di un’altra principale attrazione degli Universal Studios: “Earthquake: The Big One” anch’essa interessata da iniziali problematiche tecniche. Occorre però tener presente che erano tutte attrazioni con caratteristiche inedite per quel tempo e che la Ride & show non era un’azienda sconosciuta  in questo settore, era infatti suo il progetto della famosa monorotaia di Disneyland. Inoltre anche Kongfrontation, progettata da un’azienda differente, manifestava numerosi malfunzionamenti.

Universal aveva inizialmente pianificato una chiusura temporanea per ottimizzare gli impianti, e riaprire JAWS nel 1992. Tuttavia dopo aver constatato che pochi mesi in acqua avevano compromesso la componentistica elettrica ed elettronica degli squali, a causa di un’inadeguata impermeabilizzazione,  si convinse che quelle macchine non sarebbero mai state sufficientemente affidabili. Iniziò una nuova progettazione in collaborazione con  Totally Fun Company, ITEC Entertainment, Intamin e Oceaneering International.

L’unione di queste forze sancì la nascita della seconda e definitiva versione, che rimase operativa per oltre 20 anni in Florida. Nuovi squali, nuovi impianti e nuova storia. Questa volta all’insegna dell’affidabilità.

La scena del morso alla barca venne rimossa, purtroppo, così come l’esplosione. Progettare uno squalo robot che morde una barca in movimento, il tutto per centinaia di volte al giorno, sembra un’impresa al limite del possibile anche oggi, soprattutto considerando che le barche erano mosse da motori diesel azionati dai cast member.

La trama non era più ispirata al primo film “Lo squalo” ma al secondo. La sequenza del morso sostituita con l’esplosione del gasdotto, mentre la scena finale non era più l’esplosione dello squalo ma il morso alla condotta elettrica sottomarina.

Il grande squalo progettato da Ride & Show Engineering. I denti incollati al modello sono reali denti di squalo.

La Ride & Show Engineering, ancora attiva, sembra non voler dimenticare quel grande progetto fallito. Nel suo sito ufficiale non viene citata JAWS nell’elenco delle opere realizzate, ma guardando bene, come sfondo della pagina “Progetti” vi è la foto del grande squalo robotizzato, quello della mitica sequenza del morso (foto sopra).

Un’altro squalo robot della prima versione di JAWS
Foto dall’alto della prima versione.